Fortunato Andreatta (1868)

Immigranti a Buenos Aires

Immigranti a Buenos Aires

Fortunato Andreatta nacque nella frazione Quaras nei pressi di Segonzano nel Val di Cembra, il 16 Settembre 1868 da Matteo e Caterina Francescati.

La famiglia Andreatta conobbe l’emigrazione già dalla fine degli anni ottanta dell’Ottocento, il padre di Fortunato e due fratelli (Bartolomeo e Matteo) nel 1888 emigrarono a Buenos Aires dove lavorarono per tre anni alla costruzione delle strade della capitale Argentina.

Rientrarono a Quaras nel 1891, ad eccezione del fratello minore Matteo che non tornò più dal Sud America, e Bartolomeo appena due anni dopo, nel 1893, si avventurò in America con la moglie Maria Antonelli per lavorare nelle miniere di Sopris e Rouse.

Fortunato seguì il fratello a Walsenburg nel 1897, sposatosi con Fortunata Andreatta lasciò la moglie incinta per imbarcarsi sulla nave “La Champagne” salpata da Le Havre e arrivata a New York il 22 Marzo 1897.

Fortunata lo raggiunse nel Novembre del 1900, seguendo la stessa rotta da Le Havre e portando con sè la figlioletta  Teresa ed il primogenito di Bartolo, Luigi, nato nel 1888 mentre il padre era in Argentina.

Fortunato fu naturalizzato Americano nell’Agosto del 1901 a Walsenburg, e insieme al fratello ed una settantina di altri immigrati, fu uno dei co-fondatori della Società di Mutuo Scoccorso Dante Alighieri.

I registri della miniera di Rouse ne indicano l’impiego dal Dicembre 1904 all’Ottobre del 1907. Nel Giugno del 1907 ottenne concessioni di terreno da adibire a fattoria intorno a La Veta, ai piedi degli Spanish Peaks, tuttavia decise di rientrare a Quaras e vendette il terreno al fratello che costruì un ranch con 5000 ettari di terreno abbandonando la vita da minatore.

Tornato a Quaras, Fortunato ebbe altri tre figli: Fiorentina Giuseppina (1908), Quirino (1911) e Amalia Caterina (1914). Morì a Segonzano il 6 Settembre 1937.

Bartolomeo non rientrò più in Val di Cembra, ebbe dieci figli e morì nel 1943 a Walsenburg. La sua figlia maggiore Rosa (nata a Quaras) sposò un altro minatore di Quaras, Emilio Andreatta.

 

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